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Notizie ed Opinioni

NonUnaDiMeno logo20/2/2017

Questo 8 marzo va contro la violenza sulle donne

Non Una Di Meno lancia lo sciopero globale

L'associazionismo internazionale di #NonUnaDiMeno lancia una campagna di protesta contro le politiche di contrasto al fenomeno: otto punti per dire no

E' ben oliata la macchina organizzativa per l'otto marzo, giornata del (ritornato) femminismo che si raccoglie nel movimento "Non Una Di Meno": una giornata internazionale delle donne all'insegna della lotta contro la violenza di genere che prenderà la forma dello "Sciopero internazionale delle donne". Così ha deciso il movimento che fa squadra insieme a 50 paesi nel mondo, a partire dall'Argentina che ha coniato lo slogan "Ni Una Menos". La giornata si stringe al grido di "Se le nostre vite non valgono non produciamo"

Pronti gli hashtag #NonUnaDiMeno #LottoMarzo e pronti gli "Otto punti per l'otto marzo", che raccontano le ragioni dell'iniziativa, che richiama consapevolmente il linguaggio e le modalità degli anni del femminismo di protesta di piazza: è un "piattaforma politica", un "piano femminista antiviolenza", ma si coniuga con il nuovo linguaggio della discriminazione: sessismo, razzismo, omo e transfobia e nelle nuove segregazioni causate dall'aumento delle disuguaglianze sociali e della violenza nel mondo. Gli otto punti, stilati nel corso dell'ultimo incontro della galassia movimentista femminista nazionale a Bologna, il 4 e 5 febbraio scorsi, sono:

  • autonomia delle donne, dove viene denunciata la trasformazione dei centri antiviolenza in "servizi assistenziali"
  • effettività dei diritti, per la piena applicazione della Convenzione di Istanbul e il pieno accesso alla giustizia delle vittime di violenza
  • autodeterminazione e salute riproduttiva
  • sciopero contro il disvalore della vita e del lavoro delle donne
  • libertà di movimento contro le frontiere
  • formazione ed educazione contro la violenza
  • spazio al femminismo
  • contrasto al linguaggio sessista e misogino.
Una piattaforma politica evidentemente forte ed esigente nella rivendicazione dei diritti, ma anche una contrapposizione frontale al sistema politico e sociale attuale. Evidente il messaggio che la misura è colma, il disagio insopportabile e lo strumento dello sciopero, come interruzione di lavoro e rifiuto di sostenere una società ancora distante dal farsi carico della violenza sulle donne, è scelto come misura estrema.

Sostegno viene al movimento dalla Consigliera di parità nazionale, Francesca Bagni Cipriani: con un comunicato condiviso dalla rete di consiglieri e consigliere regionali, metropolitane e provinciali, dal titolo "In attesa dell'8 marzo", la conferenza "aderisce ai contenuti dell’appello del movimento NI UNA MENOS (NON UNA DI MENO) che, nato in Argentina, ha contaminato 22 paesi e tante associazioni e movimenti per dire NO ALLA VIOLENZA MASCHILE sulle donne l’8 marzo prossimo".

Un'adesione che parte dall'assunto che il fenomeno della violenza sulle donne è "problema strutturale della società" ed effetto diretto delle discriminazioni di genere, non certo distanti o diverse dal contrasto alle discriminazioni in ambito lavorativo su cui queste figure esercitano il proprio mandato per conto del Ministero del Lavoro.

Intanto il movimento si organizza in rete. Sul sito i contributi delle diverse anime hanno messo a disposizione grafiche e documenti, ma dai social - Facebook e Twitter - arrivano idee e adesioni.

E grazie all'indizione dello sciopero da parte di alcune organizzazioni sindacali di base, anche il lavoro dipendente è ora autorizzato all'astensione dal lavoro.

Nel territorio sono arrivate le iniziative: prima è partita Padova, con la sezione locale di Non Una di Meno, poi Venezia con la cooperativa Iside che gestisce i centri antiviolenza di Sonia di Noale, Estia di Mestre e Nilde di Castelfranco Veneto.

Gli appuntamenti locali nella sezione Eventi, qui.
Per tutti gli altri appuntamenti c'è la mappa NUDM

ultimo aggiornamento: 2 marzo 2017



Da: Ufficio Pari opportunità Città metropolitana Venezia




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